Design Week: già si parla di dopo Salone

La giornata di ieri, domenica 12 giugno, è stata una corsa agli eventi di chiusura della Milano Design Week dove i grandi nomi della moda, del settore automobilistico e chiaramente dell’interior hanno fatto a gara per stupire i loro visitatori.

Nonostante le bellezze viste durante tutta la settimana a nemmeno a una giornata di chiusura, già si parla di “dopo Salone”.

Sicuramente quest’edizione, dopo due anni di pandemia e nonostante una piccola riapertura a settembre 2021, segna un nuovo inizio, dato dalla riconsiderazione degli spazi domestici da parte degli addetti al settore e di chi, chiuso tra quattro mura giorno e notte, ha dovuto ridisegnare il suo ambiente, definendo nuovi modi e spazi dell’abitare. Ed è proprio questo che è stato portato in scena questa stagione, tramite le proposte di aziende e designer.

E allora viene spontaneo chiedersi: quali sono le idee e i concetti che guideranno ciò che verrà dopo?

Riconnessione e ibridazione sono le due parole chiave di questo Salone del Mobile. Un design del post, che crea fusioni con scenari quotidiani nuovi e inaspettati.

Public House di Lee Broom. Foto di Lorenzo Bacci

Ci riconnettiamo agli spazi e alle persone, alle abitudini e al mondo. E poi c’è l’ibridazione, in cui oggetti e spazi diventano ibridi, nelle funzioni e nelle forme, rafforzando soluzioni innovative e originali. Non ci sono più zone prestabilite. Lo spazio diventa una soluzione di continuità tra esigenze fisiche e idee.

Cos’altro?

La Design Week ha visto il ritorno alla natura e all’artigianalità. La ricerca dei materiali e dei colori naturali si unisce alle lavorazioni tradizionali e locali o alle tecniche del passato. Un trend che permette a designer e alle aziende di esprimere la propria creatività.

Interessante anche la combinazione tra la lavorazione artigianale e la produzione industriale.

WhatsApp